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Apocalypse… now?

Pochi di noi sono abbastanza vecchi e decrepiti da ricordare il crollo dell’industria videoludica del 1983, la fine dell’impero Atari e la rinascita del settore col divin NES negli anni successivi.

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Non voglio stare qui a raccontarvi tutte le vicende ed i retroscena di quel tristissimo periodo, ma una brevissima premessa è necessaria.

Riassumendo, secondo gli analisti, la causa principale che scatenò l’inferno fu l’enorme quantità di pessimi giochi che invase il mercato, fino a far allontanare le persone dall’intrattenimento videoludico.

Giochi di merda, insomma.

Oggi, ad oltre trent’anni di distanza, la situazione dell’industria e dei videogiocatori è profondamente diversa, ma una serie di eventi davvero strani, occorsi negli ultimi mesi, mi ha portato a questa riflessione che voglio condividere con voi.

Lungi da me la voglia di essere catastrofista, ma analizziamo i fatti:

  • PS4 e 3DS vendono benino, Xbox One vende malino, Wii U e PsVita non vendono un cazzo,
  • Nintendo svilupperà giochi per smartphone e lascerà morire Wii U in una lenta agonia,
  • Sega ha dichiarato che punterà prevalentemente al mercato PC e non avrà (per la prima volta) uno stand all’E3,
  • Konami ha rotto con Kojima, ha cancellato Silent Hills e mira ad espandersi nel settore slot e giochi d’azzardo,
  • Capcom ha presentato risultati 2014 disastrosi in termini di vendite e neanche Ubisoft ha chiuso l’anno con un fatturato esaltante,
  • Giochi NUOVI se ne vedono sempre meno ed i pochi che escono non fanno certo gridare al miracolo,
  • Abbiamo le borse piene di remastered e HD edition di giochi vecchi (e continuano ad uscirne),
  • Moltissimi, quasi tutti, i giochi presentano bug e difetti al lancio, corretti poi con mille patches,
  • L’attuale generazione di console ha la lineup titoli più misera della storia dei videogiochi…

I dati negativi, insomma, sono parecchi.

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Non sono un super analista di mercato, né un menagramo disfattista, ma come si possono interpretare queste evidenti problematiche del mercato attuale dei videogames?

Coincidenze? Conseguenze inevitabili della congiuntura economica? O segnali di declino?

Il prossimo E3, ormai alle porte, ci sconvolgerà con carrellate di novità ed annunci sensazionali? O sarà l’edizione più triste ed anonima del decennio?

Non posso credere che continueremo a giocare con titoli insipidi e minestre riscaldate per tutto il 2015, in attesa di un 2016 troppo ricco di annunci, per essere credibile… E voi?

Cosa succederà quando anche i più accaniti fan si stancheranno di CoD, Fifa, Pes e Assassin’s Creed? Su cosa si reggerà l’industria videoludica quando questi “tormentoni” inizieranno a vendere meno?

“La verità è là fuori…”